Seferis, il premio Nobel che scoprì Cava
sabato 17 febbraio 2007

Georgos Seferis pseudonimo di Gheorghios Seferiadis, primo poeta greco a ricevere il premio Nobel per la letteratura nel 1963, un "carneade" per la città metelliana? Forse si. Eppure vi soggiornò per alcuni mesi. Fino ad oggi, però, nulla che possa far ricordare ai cavesi questa importante figura di letterato.

Tentò di sopperire a questa "dimenticanza" Raffaele Senatore, giornalista e scrittore deceduto lo scorso mese di maggio. Nel suo ultimo articolo su "Il Giornale di Cava" invitava le autorità cittadine a sopperire a questa mancanza. Tratteggiò con dovizia di particolari la figura di Seferiadis.

«Era un diplomatico di carriera e come funzionario del ministero degli Esteri - scrisse - fece parte del governo ellenico in esilio, che andò ramingo dal 1941 alla fine della guerra, da Creta, Egitto, Sud Africa ed, infine, dopo la liberazione dell'Italia meridionale, a Cava de' Tirreni. Della presenza di Seferis nella nostra valle fanno fede, oltre tutto, suoi preziosi autografi conservati nel libro dei visitatori della nostra millenaria Badia benedettina. Di sicuro Seferis la visitò il 4 ottobre del 1944 e vi ritornò con un folto gruppo di suoi connazionali, probabilmente da lui guidati, otto giorni dopo, il 12 ottobre. Accanto alla sua firma v'è quella della moglie Maria, che il poeta chiamava, affettuosamente, Marò».

Ma Seferis deve essere ricordato con riconoscenza e per sempre secondo Senatore «perché i nostri stupendi luoghi gli ispirarono una struggente poesia, da lui stesso titolata "Ultima tappa-Cava dei Tirreni 5 ottobre 1944"». «Nel 2003, precisamente il 18 febbraio, concordai - scriveva nel suo pezzo, Senatore - con il professore Costantino Nikas dell'Università di Napoli di ricordare, qui a Cava, Giorgio Seferis. Poi non è successo più nulla».

Fonte: Il Mattino

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