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La festa di Montecastello PDF Stampa E-mail

Una delle più importanti manifestazioni religiose e folkloristiche della città di Cava de' Tirreni, e sicuramente fra le più sentite, è la "Festa di Montecastello".

Essa ha luogo ogni anno dal lontano 1656, anno in cui la città e la popolazione cavese furono devastate da una cruenta pestilenza.

La mortale malattia fu introdotta nella città di Napoli da una nave di soldati spagnoli provenienti dalla Sardegna, dove era già apparsa nel 1650, e si diffuse poi in tutto il Regno. A Cava il morbo fece migliaia di vittime e fu una vera calamità: dal 20 maggio al 6 luglio si contarono 109 morti.

In quel frangente i cadaveri furono seppelliti nelle campagne e non nelle chiese, per evitare che il morbo contagiasse i sopravvissuti. Continue furono le invocazioni fatte ai Santi per scongiurare quello che era il male del tempo.

La tradizione racconta che si riuscì a domare il flagello grazie al pellegrinaggio fatto dal popolo cavese, ormai in ginocchio, per venerare il Santissimo della Cappella esistente fra le mura del castello di S.Adiutore, sul Monte Castello, collina che sovrasta la vallata metelliana, con la Sacra Ostia che fu esposta, ad opera dell'unico prete sopravvissuto, nei 4 lati della terrazza del fortilizio a benedire la città. I Cavesi erano armati di pistoni (gli archibugi del tempo), di cui ciascun cittadino era fornito, dal momento che ognuno doveva essere pronto ad accorrere alle armi non appena la campana di San Liberatore avesse suonato a martello.

L'epidemia finì ed i cavesi, devoti, di anno in anno, nei secoli, rinnovano la processione in segno di gratitudine per la grazia ricevuta. Uno dei principali simboli della Festa di Montecastello è costituito dal pistone: un'arma del XVI secolo (conosciuta anche come archibugio). L'arma, nei secoli, ha perso la sua identità come strumento di guerra diventando invece strumento di "gioia": i cavesi sono soliti esplodere colpi a salve dal Monte Castello per celebrare la Festa e la cessazione della pestilenza. Fino a pochi anni fa la tradizione imponeva alle donne di scendere a valle all'ora di pranzo per evitare che la pioggia rovinasse i festeggiamenti. corteo.jpg

Accanto all'aspetto religioso, nel corso degli anni, la festa si è arricchita di avvenimenti folkloristici: il Castello  viene illuminato con tante piccole luci e, per ricordare la devozione dei Cavesi verso il Corpo di Cristo che li salvò dalla pestilenza, accanto al Castello, viene istallata una grande luminaria, il "Santissimo Sacramento". Ci sono, poi, i gruppi pistonieri (o anche trombonieri) ed i gruppi sbandieratori, che con le loro divise d'epoca ed i giochi di bandiera rallegrano le giornate della Festa. Un altro appuntamento fisso della Festa è rappresentato dalla rievocazione storica della tragica pestilenza in costumi d'epoca. Le celebrazioni sono concluse ogni anno con un grandioso spettacolo pirotecnico dal Monte Castello, tanto caro ai cavesi da far accrescere il valore di una casa per il solo fatto di avere la giusta esposizione verso il Monte. Non ultimo, l'aspetto culinario con alcuni piatti tipici che le famiglie cavesi sono solite consumare durante la Festa: milza, soppressata, melanzane con la cioccolata, pastiera di maccheroni (la frittata di pasta napoletana) e, naturalmente, buon vino.

La tradizione vuole che i festeggiamenti inizino il giovedì  con la celebrazione della Santa Messa nel Castello di Sant'Adiutore e la Processione Eucaristica dalla Chiesa della Santissima Annunziata al Castello. Il giorno successivo la Processione degli appestati che attraversa il corso della città fino a giungere in piazza Duomo o in piazza San Francesco. Il sabato i gruppi di Trombonieri dei quattro distretti di Cava, per un totale di otto squadre rappresentanti i casali, accompagnati dagli Sbandieratori, Cavensi e Città de la Cava, sfilano in Corso Umberto I fino a giungere in piazza Duomo per la Benedizione dei pistoni, utilizzati nella "Disfida dei Trombonieri" che si svolge all'inizio di luglio.

La festa si conclude con lo spettacolo pirotecnico dal Monte Castello e con lo spegnimento del "Santissimo Sacramento".

Monte Castello diventa, così, nella tradizione cavese, simbolo di fede religiosa e guerriera, che affascina e avvince i cavesi e tutti coloro che, incuriositi da questa celebrazione antica, si recano a Cava de' Tirreni.

 
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