E sul raid si scatena la lite politica

Il ritorno delle gang dei bulli del sabato sera sui mezzi del Cstp ed in particolare l'ultima bravata compiuta sulla tratta Cava-San Pietro hanno suscitato sconcerto e dubbi sulle scelte in materia di portate dell'Amministrazione. La città si interroga e chiede risposte chiare e concrete.

Si avanzano dubbi su certe manifestazioni che troppo spesso hanno il sapore delle sceneggiate e del folclore. Tutto un bluff? Blitz e proclami che durano lo spazio di un mattino. Colpiscono la fantasia, l'immaginazione, ma concretamente non segnano un passo in avanti in materia di qualità della sicurezza. Prima i manganelli, poi l'unità cinofila a servizio del comando dei vigili urbani, il progetto di video sorveglianza esteso a tutta la città, le ronde per la trasgressione delle ordinanze sulla differenziata e sui rifiuti, le convocazioni dei genitori dei bulli, avevano convinto anche i più resistenti che, in materia di sicurezza, c'era stata una svolta.

Ed invece no. Alla prova dei fatti sono risultate pie intenzioni. Le ville restano insicure, i rifiuti si depositano a tutte le ore, le promesse dei genitori di controlli sono risultate da marinaio, i progetti sulla legalità nelle scuole vuote esercitazioni. «È tutto da rifare» osserva il capogruppo di An avvocato Fabio Siani. E Alfonso Laudato capogruppo di Forza Italia rincara la dose: «Abbiamo sempre sostenuto che le azioni del sindaco Gravagnuolo e dell’assessore Senatore avevano un valore solo mediatico. I risultati concreti sono sotto gli occhi di tutti: nulla è mutato, il traffico è caotico, il sabato e la domenica la città è terra di nessuno, parcheggi a doppia, tripla fila, il bullismo sembra aver trovato nuova forza. Non è con la caccia a qualche venditore ambulante abusivo che rendiamo la città sicura. Affrontiamo, invece, tutti insieme il problema».

Ma Senatore non ci sta, sottolinea che sono episodi quasi fisiologici, e che la città sembra aver compreso l'impegno per restituire sicurezza e serenità, abbiamo interpretato il disagio della gente e abbiamo anticipato certe soluzioni oggi avanzate da più parti . «In due anni abbiamo creato un clima di affidabilità, la gente collabora, il poliziotto di quartiere è una realtà, con i nuovi vigili di cui potremo disporre, sarà possibile realizzare un maggior controllo del territorio e le iniziative fino ad oggi risultate sporadiche, possono diventare momenti di un progetto continuo» spiega Senatore. Ma il problema resta.

Fonte: Il Mattino

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By PLAVEB