Imprenditore morto, sequestri e due indagati
È stata aperta dalla Procura di Salerno un’inchiesta sulla morte di Eugenio Giliberti, l'imprenditore conciario di 52 anni originario di Solofra, deceduto dopo essersi sottoposto nella clinica privata Ruggiero ad un intervento d’implantologia ossea che permette di ricostruire i denti senza dunque l'ausilio di una protesi. Sottoposto a anestesia totale con un'iniezione preoperatoria il paziente, secondo quanto riferito dai medici sarebbe morto a seguito di una complicazione.
Un'ipotesi questa ora al vaglio degli inquirenti. Gli agenti del commissariato di polizia, diretto dal vicequestore Pietro Caserta, hanno già ascoltato i due medici che hanno operato l’uomo: un dentista di Nocera Inferiore, che aveva in cura Giliberti e l'anestesista. Per tutte e due, come da prassi, il magistrato incaricato dovrebbe procedere all'iscrizione nel registro degli indagati. Sequestrati, inoltre, la cartella clinica, la sala operatoria e la strumentazione medica utilizzata nel corso dell'intervento.
Nella stessa mattina di ieri il medico legale Cantaldo ha eseguito un esame esterno della salma. Stando alle prime indiscrezioni, l'esame non avrebbe rivelato segni anomali sul cadavere. Si è reso dunque necessario l'esame autoptico, che sarà fissato in queste ore. Intanto al dolore della famiglia Giliberti, molto nota a Solofra per la loro ventennale attività nel settore delle concerie, fa da contr'altare lo sconforto e lo sgomento dei dirigenti della clinica ex Ruggiero oggi denominata Arthemisia che annovera tra i soci i componenti della famiglia Ferraioli, e gli stessi medici.
Le bocche per il momento restano cucite. Dalla Clinica nessun comunicato ufficiale e nessuna intenzione a rilasciare dichiarazioni. Telefono spenti e silenzio per i due medici coinvolti. «Il dentista che aveva in cura Giliberti - spiega qualcuno - è un professionista di nome. È stata proprio la sua fama a spingere l’imprenditore ad operarsi a Cava».
Al momento non resta che aspettare i risultati dell'autopsia. A quanto si apprende da fonti mediche due possono essere le ipotesi più accreditate per spiegare il decesso. La più probabile è legata all'anestesia e dunque ad un choc anofilattico con la reazione al farmaco. In questo caso però i parametri vitali dell'uomo avrebbe dovuto subire degli sbalzi, ben identificabili nel corso dell'intervento. Un'ipotesi che contrasta con la versione dei medici, per i quali Giliberti si sarebbe sentito male al termine dell'intervento. L'altra causa della morte potrebbe essere uno scompenso cardiaco sopraggiunto dopo l’operazione. Un'unica certezza: l'uomo, secondo il referto ospedaliero, è giunto al pronto soccorso ormai già cadavere.
Fonte: Il Mattino

