Ladri a S. Francesco, i volti in un video
Mentre proseguono le indagini a ritmo serrato da parte dei carabinieri del comando di Cava, padre Gigino prepara una giornata di riparazione per l'offesa alla città e alla comunità francescana. Lavorio degli uomini del comandante Paolo Mannino, visionati più volte i filmati delle telecamere del parcheggio di S. Francesco, effettuati altri sopralluoghi nel cantiere e sul percorso che avrebbero fatto i ladri per accedere alla chiesa superiore e a quella inferiore.
La scientifica è impegnata nell'esame delle impronte sul reliquiario, sulla statua di S. Pasquale, sulla campana di vetro e sul muro dove erano sistemate le due tavole del '500 trafugate. Si indaga in tutte le direzioni, anche se l'opinione generale è che sia stato un furto su commissione. Ad avvalorarlo è il fatto che i ladri abbiano tralasciato gli ori di S. Antonio ed altri pezzi di pregevole fattura. Pare che le indagini dei carabinieri siano state già avviate in ambienti napoletani e soprattutto in quelli dei ricettatori. La refurtiva potrebbe essere ancora nella zona: in queste ore per altri fatti, dolorosi purtroppo, il territorio è sotto controllo per cui i malviventi avrebbero potuto anche rinviare il trasporto a tempi più favorevoli.
Intanto anche nella giornata di ieri è continuato il viavai di autorità e di fedeli per manifestare solidarietà alla comunità francescana. I presidenti del commercio metelliano, Antonio Della Monica (Ascom) e Aldo Trezza (Confersercenti) hanno espresso a padre Fedele Malandrino il dolore della categoria particolarmente legata al convento di S. Francesco e alle sue opere. Padre Gigino, dopo una notte insonne, ieri mattina, dall'altare, ha annunciato che, nel corso dei festeggiamenti in onore di S. Antonio, una giornata sarà dedicata alla preghiera in riparazione dell'offesa perpetrata alla città e a tutta la comunità francescana con il furto sacrilego.
«Sarà - ha annunciato - una giornata di preghiera che inseriremo nelle giornate di festa in onore di S. Antonio. Anzi tutta la festa sarà un ringraziamento al Signore per la solidarietà di cui la nostra comunità è quotidianamente fatta oggetto e al tempo stesso una richiesta pressante al Signore perché il cuore dei nostri fratelli, induriti dal bisogno, si apra e sappia cogliere la via della speranza. La misericordia e il perdono di Dio sono infiniti. Pregheremo anche per loro anche se sono causa di dolore e di pianto».
Intanto da più parti giungono sollecitazioni a padre Gigino perché per l'intera chiesa venga predisposta un sistema di allarme. Tanto più necessario anche in previsione della prossima apertura della chiesa nel marzo del 2009.
L’ultimo colpo 3 mesi fa all’Olmo
È lungo l'elenco dei furti di opere d'arte verificatisi in questi ultimi anni in una città che il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, in occasione di una sua visita di alcuni anni fa, ha definito «un museo a cielo aperto». Nel mese di marzo di quest'anno i ladri, infatti, hanno fatto visita anche alla basilica della Madonna dell'Olmo, distante poche centinaia di metri dal convento dei francescani. Fu asportato denaro, il testamento spirituale di padre Silvio Albano ed alcuni oggetti preziosi che appartenevano alla parrocchia di Castagneto.
Lo scorso anno, nella notte tra il 5 ed il 6 aprile, una banda di ladri asportò dall'abbazia benedettina della Santissima Trinità reliquiari, una teca del ’500, una copia dell'anello nuziale della Vergine ed il corpo di un Cristo smontato da un crocefisso dell'altare maggiore. Nel mese di novembre del 2001 i ladri presero di mira anche la chiesa di S. Nicola di Dupino. Furono portati via oggetti di pregevole valore artistico come gli angeli che erano sull'altare maggiore e su quello di S. Giacchino e Sant'Anna. Fu smontata con perizia anche l'aquila bicipite del pulpito.
Nel mirino dei ladri anche altre chiese delle frazioni come quella di San Liberatore e Sant'Arcangelo, da poco restaurata ma che subì oltre ad un incendio nel 1991 anche numerose incursione di ladri. Non si sono salvate neanche la chiesa di San Nicola di Pregiato e quella di Vetranto chiusa da anni. Saccheggi e furti anche nella Cappella del Monte ubicata al bivio tra San Pietro e l'Annunziata. Qui alcuni anni fa fu trafugato lo stemma della famiglia nobiliare Della Monica collocato all'entrata del luogo sacro.
Numerosi fregi di pregevole valore artistico di alcuni palazzi nobiliari del centro storico della città sono stati rubati da specialisti. Solo poca cosa , purtroppo, del vasto patrimonio artistico e religioso della città è stato finora recuperato. Nel mese di settembre del 2003 furono consegnate al sindaco dell'epoca, Alfredo Messina, quattro bassorilievi (ne furono rubati otto) che adornavano il pozzo del chiostro di santa Maria del Rifugio. Le cose non andarono bene per i ladri neanche il 2 maggio dello scorso anno. Una pattuglia dei carabinieri al comando del maresciallo Giovanbattista Rescigno nella frazione Annunziata riuscì a recuperare la famosa campana del castello di Sant'Adiutore che due giovani ladri stavano portando via su una carriola.
Fonte: Il Mattino

