L'appello di fra' Gigino: patrimonio della città, restituitelo

A pochi giorni dalla «Notte di S. Antonio» che darà il via solenne alle celebrazioni della festa del patrono del convento di San Francesco, ecco il furto sacrilego nella chiesa oggi cantiere. Un colpo che è stato un vero e proprio pugno al cuore per fra’ Gigino, che, però, ha saputo trovare proprio in queste dure ore, grazie alla solidarietà di tantissimi amici e benefattori, la forza per andare avanti.

Proprio lui aveva collocato con amore le due tavole del'500 raffiguranti S. Francesco e S. Antonio e il braccio della statua lignea di S. Pasquale oggi privo del Bambino Gesù. Lo sconforto è stato grande, ma si è subito ripreso. La festa di Sant’Antonio è alle porte e la macchina organizzativa non si può fermare. «Ci attendono giorni di grande lavoro - ha rincuorato la sua squadra formata da giovani volontari - la festa di S. Antonio si avvicina. Nulla è mutato, anzi diciamo che troveremo una motivazione in più per riparare l'offesa che è stata portata alla nostra chiesa e alla città tutta».

Quest'anno la festa avrà una caratterizzazione essenzialmente religiosa. Le stesse manifestazioni civili, la fiera degli antichi strumenti della devozione popolare, l’esibizione dei gruppi e delle paranze, dei concerti di musica popolare si svolgeranno tutte all'interno del chiostro. «La processione per le strade cittadine - spiega padre Gigino - sarà più solenne degli altri anni e si concluderà con il solenne pontificale celebrato dall’arcivescovo metropolita di Salerno Gerardo Pierro. In più sarà ripresa integralmente in diretta Sky. Sarà l’anteprima della festa che prepareremo il 9 marzo del 2009 per l'apertura della nostra chiesa risorta finalmente dalle macerie del terremoto».

È questa idea fissa che lo aiuta a reggere al colpo inferto dagli ignoti ladri ai quali rivolge un vivo appello perché restituiscano a San Francesco il mal tolto. «È un patrimonio di tutti, della fede dei tanti che lo donarono alla chiesa». Sconvolto, dopo aver appreso la notizia, anche il preside Dante Sergio, oggi in pensione. Per lui una doppia ferita, come cavese e come ex dirigente scolastico della scuola media «Carducci-Trezza», nella quale aveva attivato un laboratorio di restauro, che, tra le altre opere, aveva recuperato anche le tavole lignee di S. Francesco e di S. Antonio del convento francescano, così come in precedenza si era preoccupato di far restaurare la scultura lignea di S. Anna dell'Annunziata della chiesa di Pregiatello.

Le tavole rappresentanti S. Francesco e S. Antonio, realizzate ad olio su legno, risalgono alla seconda metà del XVI secolo, sono anonime e appartengono al convento di S. Francesco già dalla fondazione della chiesa alla fine del Cinquecento. Nel 2005 le opere furono interamente restaurate nel laboratorio della scuola media Carducci-Trezza che aveva siglata una convenzione con la soprintendenza di Salerno. Gli alunni sono stati guidati in tutte le varie fasi da Lucia Vitolo e Alessandro Manzo restauratori dell’ente di tutela. Lo stile delle due tavole si distinge per la sua essenzialità e per la ricchezza della prospettiva. «Il restauro fu un atto di amore della scuola alla città e al convento» confida il preside Dante Sergio.

Fonte: Il Mattino

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