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Morì dopo l’intervento, chiesto il processo per tre medici PDF Stampa E-mail
giovedì 21 maggio 2009

Era un noto imprenditore conciario, e morì per una banale intervento di ricostruzione dei denti eseguito presso la Clinica Ruggiero. La Procura di Salerno ha chiesto il rinvio a giudizio per tre medici, di cui uno rianimatore (S.L., N. B. e R. D'A. difesi dall'avvocato Giovanni Annunziata e Mario Iannarulo). Ieri il gup Santone ha fissato per il prossimo 28 ottobre l'udienza preliminare (rinviata per un difetto di notifica ad uno degli imputati). Per qualla data l'avvocato Alberico Villani, legale rappresentante della famiglia della vittima si costiuirà parte civile.

Eugenio Nunziante Giliberti, l'imprenditore conciario di 52 anni originario di Solofra si sottopose, dopo una serie di accertamenti, ad intervento di impiantologia ossea, termine medico che indica la ricostruzione dei denti, eseguito alla clinica Ruggiero di Cava De' Tirreni. L'operazione, che stando a quanto riferito dall'èquipe medica era perfettamente riuscita, ebbe un tragico epilogo. Inutile la corsa al Pronto Soccorso del vicino ospedale “Santa Maria dell’Olmo” per un vano tentativo di rianimazione: Eugenio Nunziante Giliberti morì. La polizia di Stato avviò i primi accertamenti. Nelle prime deposizioni i medici riferirono che vi era stato un arresto cardiocircolatorio sopraggiunto solo al termine dell’intervento. Sul caso fu aperto un fascicolo dalla magistratura. Il pm Rocco Alfano, titolare dell'inchiesta, richiese l'esame autoptico.

Nel corso delle indagini furono iscritti nel registro degli indagati i cinque membri dell'equipe che eseguì l'intervento: il chirurgo, i due medici, l’infermiera direttrice di sala e l’anestesista. Ieri, infine, c’è stata la richiesta di rinvio a giudizio solo per i tre medici indagati (per la direttrice di sala e per un quarto medico le posizioni sono state stralciate), in quanto per la Procura la responsabilità della morte di Giliberti è rapportabile ai soli sanitari responsabili dell’accaduto, come ha spiegato il legale della famiglia Giliberti, Alberico Villani. Intanto, la famiglia del noto conciatore attende con ansia e speranza che venga fatta giustizia. Allo sconforto e al dolore dei familiari si unisce la rabbia per una morte assurda, visto che si trattava di un intervento di routine, che al momento resta ancora avvolta del giallo. Ad ottobre un primo ”verdetto” solo allora si saprà se la verità sarà ricercata in un'aula di giustizia.

Fonte: Il Mattino

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