Muore dopo l'intervento, lunedì i risultati dell'autopsia

Si svolgerà lunedì alle 13, nella camera ardente del cimitero cittadino, l’autopsia sul corpo di Eugenio Nunziante Giliberti, l'imprenditore 52enne, originario di Solofra, morto mercoledì scorso a seguito di un intervento di impiantologia ossea, eseguito in una delle sale operatorie della Clinica Ruggiero.

L’autopsia dovrà chiarire se, a uccidere l'uomo, sia stato un arresto cardio circolatorio sopraggiunto al termine dell'intervento, come sostenuto dall'équip medica che ha eseguito l'operazione, o sia stata invece una reazione al farmaco iniettato per un'anestesia totale. Il fascicolo aperto in Procura sulla vicenda rimane dunque aperto a modifiche: saranno infatti i risultati dell'esame autoptico a circoscrivere le eventuali responsabilità e il capo d'accusa. «Lunedì sarà conferito l'incarico al medico legale per l'autopsia - spiega l'avvocato Alberico Villani, rappresentante legale della famiglia Giliberti - Da parte nostra abbiamo nominato come perito di fiducia il dottor Paolo Paciocchi».

Intanto il sostituto procuratore Alfano, titolare dell’indagine, ha chiesto l’acquisizione di ulteriori documenti relativi al decorso clinico dell'imprenditore, oltre ai nominativi del personale medico e sanitario che era in servizio mercoledì scorso e che si è occupato della paziente. Accertamenti che potrebbero essere finalizzati ad ulteriori iscrizioni sul registro degli indagati nelle prossime ore. Al momento, sono due gli indagati: si tratta del dentista di Nocera Inferiore, che aveva in cura Giliberti da tempo, e l'anestetista. I due professionisti sono stati già ascoltati dagli agenti del commissariato, diretto dal vicequestore Pietro Caserta, incaricato a svolgere le indagini.

La morte dell'imprenditore avellinese resta per il momento ancora avvolta dal giallo. Molte le contraddizioni emerse dalla ricostruzione di quel tragico mercoledì pomeriggio. Secondo la versione, fornita dai parenti della vittima assistiti dallo studio legale Villani, l'uomo ha smesso di vivere mercoledì pomeriggio poco prima delle 16, quando è giunto all'ospedale Santa Maria dell'Olmo già cadavere. L'intervento a cui era stato sottoposto doveva durare solo un paio di ore, ed invece Giliberti è uscito dalla sala operatoria dopo cinque lunghe ore. A quanto appreso dei medici, l'uomo si sarebbe sentito male, complice una complicazione, dopo l'intervento. Da qui la corsa in ospedale a bordo di un'ambulanza per l'altro non medicalizzata ed utilizzata solo per il trasporto.

Fonte: Il Mattino

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