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Pedicini: «Per l’ospedale 3 milioni» PDF Stampa E-mail
giovedì 21 maggio 2009

Incontro tra il sindaco Gravagnuolo e Pedicini direttore Arsan (Agenzia Regionale sanitaria) e il futuro dell'ospedale "SS. Maria dell'Olmo" inizia a tingersi di rosa. Presenti il consigliere comunale Domenico Viggiano, referente per la maggioranza della Sanità e il presidente del Comitato pro Ospedale padre Luigi Petrone.

Per l'ospedale di Cava pronto il finanziamento di 3 milioni e 434 mila euro per la ristrutturazione e lo sblocco a giorni del finanziamento, 2 milioni e 699 mila a carico dello Stato e un milione e 100 mila a carico dell'ex ASL Sa 1, per la costruzione del Distretto Sanitario di Cava, mentre suscita l'attenzione del direttore dell’Arsan il progetto di Padre Luigi Petrone per la realizzazione di una Casa per gli ammalati terminali. «Cava è alla nostra attenzione - ha esordito Pedicini - l'interlocuzione istituzionale è intensa e apre prospettive nuove e concrete per la sanità metelliana. Si è creato una unità di intenti tra Arsan, Comune e Volontariato per risparmiare, migliorare la qualità delle prestazioni e conservare il patrimonio di risorse umane e strutture per i quale si è lavorato in questi anni. Nulla si smobilita, ma si lavora nel segno della continuità e del rispetto della legge 16 e del miglioramento dell'area critica con una rete d'emergenza adeguata e unica. Il discorso continuerà, a Cava ci sono le premesse istituzionali e una sensibilità per l'altro costituita da padre Luigi Petrone e dal mondo religioso e del volontariato di cui è una figura emblematica».

Un incontro alla vigilia della seduta consiliare di oggi che ha tra gli argomenti la discussione dell'emergenza ospedale che nei giorni scorsi ha animato il dibattito politico con toni accesi. «La presenza a Cava del professore Antonio Pedicini corona un lavoro che sin dal nostro insediamento abbiamo avviato e che negli ultimi mesi ha avuto una forte accelerazione per l'esplosione del problema. Nessuna lotta per salvare l'insalvabile, o situazioni di campanile, ma il possibile e lavorare per assicurare alla città e alle nostre comunità una sanità adeguata sempre nel rispetto degli standarts previsti. La legge 16 è inderogabile e dopo il 30 giugno il futuro dovrà essere più chiaro», conclude Luigi Gravagnuolo confermando che le battaglie si vincono preparando nel silenzio le mosse e al momento giusto piazzare gli affondi.

E quella di oggi è stata una giornata concreta per la sanità metelliana e per la comunità cavese. Ne è convinto padre Luigi Petrone che ha rappresentato al dottor Pedicini le attese, le ansie e le speranze della gente, soprattutto dei deboli. Ha sottolineato che la difesa dell'ospedale è solo nel segno del rispetto delle regole e del miglioramento delle offerte sanitarie. Tra le proposte avanzate ha suscitato interesse il progetto della costruzione della Casa per gli ammalati terminali. " All'apertura della Chiesa di S. Francesco lanciai l'idea e il progetto, - ha affermato padre Luigi - stiamo raccogliendo consensi e solidarietà. Oggi è venuta quella del dottor Pedicini che ci ha spinti ad andare avanti. Ha promesso che lavorerà per esserci vicini». « E' un grande atto di amore», ha aggiunto Pedicini.

Fonte: Il Mattino

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