Sentenza su 148 abusi: vanno demoliti

Sono 148 le sentenze - irrevocabili e per le quali è prevista la pena accessoria di demolizione delle opere abusive - giunte sul tavolo del dirigente del settore Urbanistica del Comune Luca Caselli. Un numero destinato ad aumentare con la maturazione delle sentenze emesse dalla Corte di Appello.

Sentenze che riguardano opere abusive per le quali è stata avanzata richiesta di condono. E per le quali non c'è certezza sulla consistenza delle opere abusive in quanto non sono state ancora esaminate, mentre è certo che queste (balconi, verande, finestre, sottotetti, stanze o fabbricati) debbano essere demolite quando l'iter amministrativo sarà completato. La procura generale di Salerno incalza e spinge l'amministrazione comunale ad accelerare i tempi per l'esame delle oltre tremila pratiche di condono relative ai condoni dell’84, del '95 e del 2003. Dalla procura generale si fa osservare, sempre nel rispetto delle autonome prerogative delle autorità amministrative, che la semplice richiesta di condono non è sufficiente per fermare l'ordine di demolizione, ma è necessaria l'adozione di un provvedimento della stessa autorità amministrativa che si ponga in insanabile contrasto con l'ordine di demolizione.

Intanto il comitato Casa Sicura - si riunirà stasera alle 20 nel Teatro Reginella di S. Lucia - è al lavoro per mettere a punto una serie di iniziative. È stata già commissionata una serie di sondaggi geologici per il territorio che va dal Contrapone fino alla Tengana. «I risultati delle varie indagini saranno offerte all'amministrazione comunale perché avvii un incontro con l'autorità di bacino Destra Sele per un approfondimento delle tematiche e per la soluzione dei vari problemi. Un lavoro che continueremo sul versante orientale della città», fa osservare Vincenzo Lamberti.

Ma la vera battaglia di «Casa sicura» dovrà rivolgersi in particolare alla modifica dell'articolo 32 della legge sul condono del 2003 «È una manifesta e macroscopica disparità normativa e di trattamento dei cittadini per cui è necessario ripristinare equità tra i vari condoni», sottolinea l'avvocato Marco Senatore (Udeur). L’altro capitolo riguarda le modifiche ai vincoli imposti dalla 1089/39, riproposti nel ’67, aggravati dal Put. e ritenuti dal comitato «anacronistici e non rispondenti alla realtà dei luoghi».

Fonte: Il Mattino

Area riservata


By PLAVEB