I pirati dell'arte saccheggiano San Francesco
Furto sacrilego nella monumentale chiesa di S. Francesco. Nella notte tra giovedì e venerdì ignoti si sono introdotti attraverso il cantiere edile (sono in corso da anni lavori per la ricostruzione della chiesa danneggiata dal terremoto dell''80) nella chiesa superiore e successivamente in quella inferiore.
Qui con il silenzio e l’oscurità della notte hanno portato a compimento l'operazione che ha ferito la comunità francescana e la città tutta, particolarmente legata alla storia e alle vicende del convento di S. Francesco. Indisturbati, con la refurtiva hanno fatto il cammino a ritroso e si sono allontanati con un'auto o con un furgone che avevano parcheggiato all'ingresso del cantiere. Pare che ad operare fossero almeno tre: due che si sono introdotti nella chiesa e il terzo a bordo dell'auto o del furgoncino a fungera da palo.
A dare l'allarme è stato padre Agnello Basile che di buon mattino si stava preparando per la recita del Rosario e la celebrazione della messa. Ha avvertito degli spifferi provenire dall'altare maggiore, così ha pensato di socchiudere la porta che permette l'accesso al retro dell'altare e si è accorto che mancavano gli angeli del reliquiario di S. Antonio. Successivamente ha scoperto che, sulla statua di S. Pasquale nella cappella all'ingresso secondario della chiesa, mancava il Bambino Gesù con l'ostensorio dell'800.
Padre Agnello ha dato immediatamente l'allarme, raccolto dagli altri frati che hanno avviato una ricognizione precisa nelle due chiese. Qui la sorpresa più brutta. che ha buttato tutti nello sconforto: mancavano il Bambino Gesù del Settecento posto sotto una campana di vetro, un messale in madreperla, riccamente decorato, e due tavole del '500 raffiguranti S. Francesco e S. Antonio.
La notizia del furto si è diffusa in un baleno per la città. I carabinieri, sotto il comando del maresciallo Paolo Mannino, e la sezione investigativa di Nocera Inferiore hanno eseguito i primi accertamenti e avviato l'indagine. Secondo i militari potrebbe trattarsi di un furto su commissione in quanto l'oro che adorna Sant’Antonio e la Madonna non è stato toccato, così come non sono state svuotate le cassette dell’elemosina, né sottratti i nuovi candelabri d'argento. Il colpo è stato studiato in tutti i suoi dettagli e condotto con maestria e scaltrezza. I ladri sono riusciti ad evitare anche le telecamere del parcheggio di piazza S. Francesco.
Ad accorrere al convento una folla di devoti. Tra i primi il sindaco Luigi Gravagnuolo che ha voluto esternare all'intera comunità francescana il suo disappunto: «Purtroppo quando le politiche sociali non sono accompagnate da efficaci politiche della legalità, espongono le nostre comunità a contraccolpi. Sono sicuro che Padre Gigino andrà avanti». L’ex presidente della Gifra Giuseppe Raimondi affranto: «Siamo profondamente amareggiati. Un furto che ferisce tutti». Il consigliere provinciale Carmine Adinolfi ha portato il rammarico del presidente della Provincia Angelo Villani che pochi giorni fa è stato ospite della comunità francescana. Senza parole la squadra di padre Gigino, Rosario, Enrico, Alessandro, Carmelo, Anna, Carmela, Pippo e tanti altri che operano quotidianamente con il dinamico francescano. Padre Fedele non si dà ragione: «La nostra chiesa da sempre è bersaglio dei ladri. È come se ci fosse strappato parte di noi».
Fonte: Il Mattino

