Dossier del Comune: 80 immobili abusivi

La semplice richiesta da parte della procura generale di Salerno di chiarimenti sullo stato delle pratiche di abusi edilizi precedenti al 2003, per le quali è stata emessa sentenza penale negativa (demolizione), ha generato allarmismo e confusione in città e a Palazzo di Città.

«Non abbiamo avvertito questa fibrillazione - dichiara il sindaco Luigi Gravagnuolo - Stiamo lavorando nel segno della trasparenza e del rispetto delle norme in piena sintonia con la procura e la prefettura. Stiamo preparando il dossier richiesto dalla procura generale; i casi in esame sono circa 80, non appena sarà data risposta ai quesiti per i singoli casi invieremo il fascicolo. Non abbiamo ravvisato nella richiesta della procura generale alcuna censura al nostro operato, anzi ci siamo confortati nell'attenzione ad un'opera di ripristino della legalità per la quale noi sin dal nostro insediamento stiamo lavorando».

Le note inviate (sono circa 80) si riferiscono ad immobili realizzati tra il 1998 e il 2003, per i quali è stata presentata domanda di condono e per i quali si è concluso l'iter del procedimento penale con sentenze divenute irrevocabili e soggetti a demolizione, cosa che compete alla procura generale che è l'organo di esecuzione delle sentenze di condanna. Di qui la richiesta del sostituto procuratore, Antonella Giannelli, di conoscere la situazione di fatto delle singole pratiche.

Alla procura generale sostengono, pur nel pieno rispetto delle autonomie e inalienabili prerogative delle autorità amministrative deputate alla salvaguardia del paesaggio e alla corretta gestione del territorio, che la sospensione di demolizione può avvenire solo se si prevede un provvedimento di insanabile contrasto con l'ordine di esecuzione. È una tesi rispetto alla quale altri sostengono che è necessario che si perfezioni l'iter amministrativo. Attualmente l'esame delle pratiche di condono è fermo all'85, per cui la sollecitazione della procura generale potrebbe portare ad una accelerazione dei tempi di esame delle pratiche.

Gli abusi edilizi sono stati compiuti in zone vincolate, i provvedimenti debbono essere adottati dai dirigenti del Comune i quali dovranno organizzarsi per rispondere alla procura e alle richieste dei cittadini. Ed ecco alcuni dati riguardanti le pratiche di condono presentate: per il primo condono (1985) 3799, per il secondo (1994) 2690, 1274 per il terzo condono del 2003: in totale circa 8000 pratiche di condono di abusivismo a cui si aggiungono circa 100 abusi avvenuti dopo il marzo del 2003.

L'assessore alla qualità del Disegno urbano Rossana Lamberti sottolinea che le procedure per gli immobili abbattuti dal Comune sono state corrette ed hanno tenuto conto dei vari iter penale ed amministrativo. Essi sono stati acquisiti al patrimonio comunale e sono stati edificati tutti dopo il marzo del 2003 (data ultima di costruzione, utile per chiedere il condono), né sono state richieste di condono, né sono oggetto di sentenze penali. «Nella richiesta della procura non v'è alcun richiamo alle procedure messe in atto da noi, né diktat ad abbattere, ma solo chiarimenti in merito a pratiche riferibili ad immobili per i quali c'è stata sentenza divenuta irrevocabile».

La lettera della Procura generale: punto per punto tutte le richieste

Ecco alcuni stralci del testo della nota della procura generale della Repubblica.

"Con sentenza della Corte di Appello a carico di …, divenuta irrevocabile, fu disposta la demolizione, se non altrimenti eseguita, delle opere abusivamente realizzate. Considerato che l'esecuzione degli ordini di demolizione e di ripristino compete a questa procura generale, quale organo di esecuzione delle sentenze di condanna, chiede di riferire se le opere abusive: a) siano state demolite a cura del condannato; b)siano state demolite a cura del Comune o della Regione; c) siano state acquisite al patrimonio del Comune e la delibera consiliare con la quale siano state dichiarate di interesse pubblico; d) siano state oggetto di sanatoria; e)quale sia la natura, la destinazione e l'attuale utilizzo del manufatto abusivo; f) delle opere di che trattasi saranno effettuati e trasmessi rilievi fotografici con accertamenti e descrizione dello stato attuale dei luoghi (per le lettere e ed f la competenza e del comandante di polizia locale). Nel caso in cui siano state presentate istanze di concessione in sanatoria o di condono e non si sia ancora provveduto in merito, premesso il pieno rispetto delle autonomie delle autorità amministrative, si osserva e si segnala che decisioni costanti e condivisibili la Corte di Cassazione affermano che per ottenere la sospensione di un ordine di demolizione, in presenza e a causa della pendenza di istanza di condono o di rilascio della concessione in sanatoria, non è sufficiente che essa sia stata presentata, ma è necessario che sia ragionevolmente e concretamente prevedibile che l'autorità amministrativa o giurisdizionale adotti in un breve tempo un provvedimento che si ponga in insanabile contrasto con l'ordine di esecuzione. Pertanto si chiedono in tempi brevi le seguenti ulteriori informazioni: 1) se l’istanza di condono o concessione in sanatoria sia riferibile all'immobile per cui è stata emessa sentenza, sia stata proposta da un soggetto legittimato e se sia procedibile e proponibile; 2) se sussistono cause di non condonabilità assoluta dell'opera; 3) se sia stata effettuata ultimazione dei lavori entro il termine previsto per l'accesso al condono; 4) se sia avvenuto l'integrale versamento della somma dovuta ai fini dell'oblazione; 5) se si sia verificata l'emissione di una concessione in sanatoria tacita; 6) la data in cui l'istanza di condono è stata presentata e i motivi per i quali non è stata ancora presa alcuna decisione."

Fonte: Il Mattino

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