Lotta agli abusi, il Comune accelera
Ancora un fascicolo dalla Procura Generale di Salerno di sentenze di procedimenti penali per abusi edilizi divenute irrevocabili con richieste di chiarimenti. Sono altre 50 che unite a quelle precedenti costituiscono già un dossier ponderoso e voluminoso.
Si tratta di fabbricati o di parti di essi, per i quali è irrevocabile la sentenza di demolizione, ma per i quali è in corso di esame la richiesta di condono. I procedimenti penale ed amministrativo viaggiano separati, anche se la Procura Generale attraverso una nota del sostituto Antonella Giannelli, alla luce di costanti decisioni della Corte di Cassazione, rileva che la sospensione dell'ordine di demolizione, pur in presenza della richiesta di condono, non è sufficiente, ma che è necessario che l'autorità amministrativa preveda di adottare un provvedimento che si ponga in insanabile contrasto con l'ordine di esecuzione.
Intanto a Palazzo di Città è stata impressa una accelerazione al lavoro, l'ufficio tecnico Urbanistica, sotto la direzione del dirigente Luca Caselli, con architetti e geometri sta mettendo a punto con un tour de force dati, grafici, pratiche. Una accelerazione dettata non solo da dalle richieste di chiarimenti da parte della Procura, ma anche dalla necessità di un quadro chiaro della situazione urbanistica del territorio, dei vari insediamenti e delle modifiche apportate dall'abusivismo condonato, condizioni per la redazione del Puc.
Il fenomeno dell'abusivismo a Cava, secondo l'avvocato amministrativista Francesco Accarino è cresciuto quando esso è risultato economicamente conveniente. Ma esso si è diffuso anche perché Cava per l'85% è sotto vincolo, vincoli che risalgono al '39 e confermati per Cava nel '67. «Molti di questi sono anacronistici, riteniamo che sia il momento che ci sia una nuova modulazione. Una richiesta che abbiamo fortemente avanzata nell'ordine del giorno che la commissione consiliare Urbanistica ha predisposto e da sottoporre al voto del Consiglio comunale. La città ha subito in questi ultimi 50 anni una forte evoluzione» ha affermato il consigliere comunale Vincenzo Lamberti.
E infatti la Cava bucolica, la Piccola Svizzera, monti e valli e verde ha ceduto in parte il passo alle trasformazioni urbanistiche e mantenere certi vincoli ha significato solo una penalizzazione. Basti pensare che esiste il vincolo paesaggistico nella stessa zona industriale, dove sono presenti solo capannoni e fabbriche. «Anche per l'edilizia ordinaria per la presenza del vincolo paesaggistico l'iter per l'approvazione delle pratiche e degli atti di pianificazione che non rispondono alle esigenze di una amministrazione celere è lungo e complesso. Di qui la richiesta del sindaco Luigi Gravagnuolo al dirigente del settore urbanistica, anche nell'ambito a lui assegnato per la redazione del Puc, di verificare la possibilità di modificare la perimetrazione del vincolo paesaggistico» ha aggiunto l'assessore Rossana Lamberti. Cava inoltre è sottoposta al Put (Piano urbanistico territoriale) che, se ha in gran parte difeso il territorio dallo sfrenato abusivismo, ne ha anche condizionato lo sviluppo. Anche su questo si sta lavorando perché se ne attenui la rigidità.
Fonte: Il Mattino

