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Lacrimini aggredito nel giorno della festa PDF Stampa E-mail
lunedì 18 maggio 2009

Finisce nel peggiore dei modi la stagione della Cavese. Con la seconda sconfitta al Simonetta Lamberti e con uno strascico velenoso. Al termine della partita alcuni estranei sono entrati nello spogliatoio aquilotto e hanno schiaffeggiato Lacrimini e verbalmente minacciato i giocatori.

Camplone deluso e preoccupato ha esternato in sala stampa perplessità sul suo futuro in maglia biancoblù. «Abbiamo disputato un campionato di vertice e abbiamo dato il massimo anche contro il Pescara. A fare la differenza è stata la motivazione più forte degli abruzzesi. Ma a noi non è giusto definirci venduti». Ma la difesa d’ufficio del portiere Marruocco, reo di un deprecabile fallo di reazione e di qualche valutazione troppo leggera sulle palle-gol ospiti, e di alcuni elementi della difesa, è sembrata troppo di facciata. In cuor suo sa che non doveva e non poteva finire così se si voleva continuare il feeling tra tifoseria, lui e la squadra. E il suo destino ora pare proprio segnato. Come quello del direttore sportivo Nicola Dionisio che domani ha convocato una conferenza stampa per spiegare quello che sarà il suo futuro.

In tribuna ieri c’era il nuovo socio di Antonio Della Monica, Giovanni Lombardi, che avrebbe già un suo piano di rilancio della Cavese. Dioniso e Camplone dunque a un passo dall’addio dalla piazza cavese che ieri ha al termine esplicitamente mostrato il non gradimento di questo finale di campionato, completamente deficitario a fronte invece di una prima parte di stagione esaltante. «Mi dispiace, non doveva finire così- ha concluso il tecnico Camplone- mi sembra un po’ ingeneroso tacciarci di essere dei venduti. In passato mi dicono che certe cose sarebbero successe a Cava, ma quest’anno no perché io non le avrei permesse. Che nello spogliatoio se la siano presi con Lacrimini e con gli altri non è stata una cosa bella».

Il resto della tifoseria invece ha preferito lasciare subito lo stadio per vivere invece la sua pagina di gloria. Quella legata all’iniziativa che festeggia i 90 anni della Cavese attraverso una mostra fotografica di grande effetto con i tanti momenti vissuti insieme in giro per l’Italia. Da Levratto a Nonis, da Guerino Amato, ricordato con affetto anche da tanti giovani ultrà nella tensostruttura dell’ex Onpi, al magazziniere recentemente scomparso Beniamino Pisapia, da Gianluca Signorini al leone Catello Mari. Tutti simboli di una Cavese vincente. Tanto per dimenticare le recenti delusioni. Sul palco allestito nella mostra realizzata dagli ultrà della curva sud Catello Mari sono saliti i vecchi simboli di quella Cavese vincente: Rino Santin, Paolo Braca, Franco Liguori, i giocatori De Tommasi, Viscido, Burla, Pierozzi, Pidone, Pirone, Onorati, De Biase. Mille emozioni, tante lacrime, bei ricordi per festeggiare una storia infinita, fatta di amore e passione.

Fonte: Il Mattino

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